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Emergenza cannabis tra gli studenti: «Uso compulsivo»

03 ottobre 2013

Gli incontri organizzati da Alt e Dipartimento delle dipendenze dell’Azienda per i servizi sanitari si terranno tutti con inizio alle 17 nello Spazio Villas di via de Pastrovich, nel parco di San Giovanni. Si intitola “Il contributo delle neuroscienze” il primo incontro in programma lunedì con Stefano Canali ricercatore della Sissa.
Lo studio Espad-Italia 2010 conferma la cannabis come la sostanza illegale maggiormente sperimentata dalla popolazione studentesca italiana: si stimano 500mila consumatori di hashish o marijuana. Il consumo dei  cannabinoidi in Italia è stato sperimentato almeno una volta nella vita da quasi il 30% di studenti e studentesse. In tutto il 2011 oltre un quinto dei ragazzi e delle ragazze delle scuole medie superiori ne ha fatto uso nell’ultimo anno. Ma più inquietante dei numeri è forse la mancanza di informazione e il conseguente perdurare di opinioni errate, in difetto o in eccesso, riguardo quella pianta annuale chiamata Cannabis sativa il cui prodotto psicoattivo Thc agisce sul sistema nervoso. Alt – Associazione di cittadini e familiari per la prevenzione e la lotta alla tossicodipendenza, nata nel 1990, sperimenta ogni giorno questo problema. Oltre ad affrontare con l’aiuto di esperti e psicologi i casi concreti      di dipendenza, sostiene le famiglie coinvolte e si pone a cerniera tra il servizio pubblico e i cittadini. «Nei nostri  uffici arrivano sempre più numerosi genitori, e anche molti nonni, a chiedere informazioni e aiuto per il figlio o il  nipote che fuma canne», riferisce Emilia Sponza, presidente dell’associazione: «Per questo abbiamo organizzato, insieme al Dipartimento delle Dipendenze della Ass con cui collaboriamo da anni, una serie di tre incontri sulla Cannabis. Ci rivolgiamo a tutti gli educatori, genitori e insegnanti, ma anche agli stessi ragazzi. Gli esperti che abbiamo coinvolto uniscono alla competenza scientifica una comunicazione piana facilmente comprensibile anche ai più giovani». Si parte lunedì 7 ottobre con un intervento di Stefano Canali, ricercatore alla Sissa, che porterà il contributo delle neuroscienze, per conoscere a fondo quello che succede nel nostro corpo e in particolare nel cervello quando la Thc si inserisce  in specifici punti delle cellule del cervello e del sistema nervoso. L’uso di sostanze stupefacenti ha anche serie conseguenze legali. Ne parleranno il 21 ottobre il magistrato Luigi Dainotti e Stefano Scorzato della Cooperativa La Quercia – Libera. Il 4 novembre verrà affrontato il tema dei cannabinoidi sintetici e dell’uso terapeutico con i contributi dello      psichiatra Duccio Papanti, di Licia Serra dell’Ambulatorio terapia antalgica e di Roberta Balestra del Dipartimento delle Dipendenze che operano entrambe alla Ass. L’approccio di Balestra peraltro non lascia spazio alle ipocrisie: «Dobbiamo dimenticare l’idea dello spinello sociale tipica degli anni Sessanta e Settanta. Sempre più spesso la cannabis viene usata per lo sballo in sé, in modo compulsivo. Non più solo fumata, ma assunta nelle forme più diverse, in modo disordinato e spesso associata ad altre sostanze. Ha poi peggiorato la situazione la recente commercializzazione di  cannabinoidi sintetici, magari presentati come innocue miscele di erbe officinali (Spice), ma che contengono principi attivi sintetici analoghi a quello della cannabis però spesso più potenti e dagli effetti non sempre prevedibili. Infine è bene aiutare i ragazzi a essere critici nei confronti di una società che stigmatizza l’uso delle droghe      ma ipocritamente diffonde pubblicità accattivanti di alcolici, per non parlare della diffusione del gioco d’azzardo che sarà la prossima grande emergenza»