Roveredo propone in città il “giornale” degli emarginati

Dopo Trieste e Pordenone, anche Monfalcone avrà il suo giornale di strada per dare voce a chi magari quasi sempre non ce l’ha. A proporre il progetto, che sarà sostenuto dall’Azienda sanitaria e dal…

Dopo Trieste e Pordenone, anche Monfalcone avrà il suo giornale di strada per dare voce a chi magari quasi sempre non ce l’ha. A proporre il progetto, che sarà sostenuto dall’Azienda sanitaria e dal Comune, è stato lo scrittore triestino Pino Roveredo, già direttore responsabile dei due giornali di strada esistenti in regione, “Volere Volare” di Trieste e “Libertà di Parola” di Pordenone.

Ormai partner abituale di progetti dell’Ass Isontina e dell’Ambito socio-assistenziale Basso Isontino nel campo della prevenzione del bullismo e delle tossicodipendenze, ma anche in quello della salute mentale, Roveredo ha parlato della nuova iniziativa nell’ambito della presentazione del suo ultimo libro “Mio padre votava Berlinguer”, alla libreria Ubik-Rinascita venerdì pomeriggio. Un appuntamento molto affollato, che ha visto lo scrittore dialogare con lo psichiatra Adriano Segatori sulle proprie esperienze di figlio e di padre, della propria vita difficile riscattata dalla scrittura e dal prendersi cura degli altri.

Proprio da qui per Roveredo si può partire per guardare avanti e scavalcare la rassegnazione che, secondo Segatori, è il problema principale di Monfalcone. «Posso solo dire come la vivo io – ha spiegato Roveredo -. Io mi salvo salvando. So che sto muovendo solo una piccola pietra, ma credo comunque di aver fatto un discreto lavoro e credo anche che se ognuno si occupasse non solo del proprio orto staremmo meglio tutti quanti».

Così, dopo il laboratorio di scrittura creativa condotto nel Centro di salute metale di via Romana e gli interventi nelle scuole, ultimo quello alle medie di Ronchi dei Legionari, Roveredo ora sta lavorando alla nascita di un giornale di strada che «si occupi delle varie anime di questa città, cercando di portarne a galla le criticità, ma anche le cose positive che magari non si conoscono». Alle spalle ci sono le riuscite esperienze di Trieste, dove il bimestrale “Volere Volare” è nato nel 2000 per iniziativa dell’associazione Alt (Associazione cittadini e familiari per la prevenzione e la lotta alla tossicodipendenza), e Pordenone, dove il trimestrale “Parole in Libertà” esce dal 2009 grazie all’associazione “Ragazzi della Panchina”. A Trieste il periodico nasce da una redazione in cui persone a rischio di esclusione lavorano insieme a professionisti, artisti, educatori e studenti al racconto, in prima persona, del disagio nella nostra città. In redazione si riuniscono giovani e adulti, donne e uomini che provengono da situazioni di svantaggio, di disagio o di emarginazione insieme a professionisti, volontari, studenti e cittadini.

Nell’incontro di venerdì pomeriggio, Roveredo ha comunque raccontato ancora una volta, attraverso le proprie esperienze, l’importanza della dignità e il valore della parola scritta.

(la.bl.)

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